ENRICO RONZONI –Note biografiche
Nato a Roma il 3 dicembre 1940 dove ha trascorso i suoi primi 25 anni e conseguito la laurea in economia e commercio.
Inizia giovanissimo la sua attività di scrittore pubblicando saggi di economia politica. Tuttavia la sua natura più incline allo studio della tradizione e delle materie occulte lo porta ad approfondire argomenti di ordine esoterico, religioso, e iniziatico. Divora i testi di Guenon, Gurdjieff, Ouspensky, Eliade, i testi sacri vedici, buddisti, induisti, sufi, taoisti, cabalisti, ermetici e della tradizione ebraico-cristiana.
Si stabilisce definitivamente a Viterbo nel 1972 ma l’indole è quella di un ricercatore infaticabile curioso ed errante. Viaggia molto in India, Nepal, Tibet e Cina. L’interesse in particolare al tantrismo, al buddismo tibetano, e alle più antiche tecniche meditative lo spingono a seguire le tracce di monaci, mistici e filosofi, percorsi non certo agevoli ma che avvaloreranno i risultati delle sue ricerche storiche su fatti spesso occultati o deliberatamente falsificati. Sarà un vecchio lama tibetano, suo maestro di meditazione ad incoraggiarlo a scrivere L’antivangelo maledetto di Giuda Iscariota confidandogli che le prove scritte del passaggio di Gesù in quelle terre si trovano in un monastero di Lhasa.
L’antivangelo maledetto di Giuda Iscariota è un’opera originale forse respinta dai più ortodossi, ma al di là dei giudizi di valore soggettivi, è doveroso considerarla come la sintesi del pensiero e dell’anima di un uomo intellettualmente onesto alla ricerca di verità storiche conciliabili con l’innata tensione dello spirito umano verso la conoscenza del dio e del sé.
Le maggiori case editrici rifiutano la pubblicazione dell’opera che viene stampata a spese dell’autore nel maggio 2002 e presentata pubblicamente in varie occasioni nonostante il boicottaggio sottile di membri dell’opus dei. Il lavoro desta curiosità e interesse e dà adito a dibattiti vivaci e costruttivi.
Una morte prematura avvenuta il 15 febbraio 2004 impedisce a Enrico di raccogliere i consensi postumi tributati al suo lavoro.