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L’antivangelo maledetto di Giuda Iscariota –Breve sinossi



   Scritto in dialoghi serrati, “L’antivangelo di Giuda Iscariota” rivela la pura e sconvolgente verità che l’uomo-dio chiamato Gesù, visse, insegnando in Palestina: una verità inaccettabile per i principi di questo mondo e inconciliabile con i principi che lo regolano.
   In un linguaggio semplice ed essenziale, il vangelo segreto dei Cristiani Iscarioti racconta il magistero esoterico di Gesù, il significato profondo della sua manifestazione e i tumultuosi accadimenti che la verità da lui incarnata suscitava.
   Tutto quello che da duemila anni si è voluto serrare in una morsa di menzogne, di falsificazioni e di travisamenti, esplode in un sol colpo su queste pagine.
   Chi era veramente Gesù? Era un uomo? Un Dio? Un bodhisatwa? Era ebreo? Egiziano? Indiano? Chi erano i discepoli e i suoi veri amici?
   Fu Giuda a tradirlo, o fu piuttosto il solo apostolo che gli restò fedele? Morì sulla croce per poi risorgere ed ascendere in cielo, o al contrario sopravvisse alla pena per fuggire dalla Palestina con i suoi veri discepoli? Ma per andare dove?
   Così copiose e arcane verità, la sequenza e il modo in cui sono state esposte, fanno di questo ‘controvangelo’ un testo anagogico, in grado cioè di condurre il lettore attento e meditante verso superiori soglie di stadi psicologici, intellettuali, spirituali e mistici.







L’antivangelo maledetto di Giuda Iscariota è un’opera coperta da diritti d’autore, registrata e depositata presso il Ministero per i beni e le attività culturali, diritto d’autatore e vigilanza SIAE in data 08/03/2004. ©Enrico Ronzoni presso Grafiche Ponticelli S.p.A.. Maggio 2002


Riflessioni dell’autore.

   Il libro non è un romanzo, anche se il contenuto può sembrare romanzesco e procede fino al suo acme finale come un vero e proprio thriller teologico.

   La prima stesura del testo appariva come un grosso saggio esegeticamente ed ermeneuticamente condotto, con numerose note a piè di pagina, rimandi bibliografici ecc… Ma al momento della pubblicazione mi sono subito reso conto che nessun editore avrebbe investito un capitale importante su un saggio di taglio accademico di uno sconosciuto. Chi lo avrebbe letto? Qualche teologo, forse qualche studioso e pochi altri. Io invece volevo che il libro raggiungesse un certo numero di lettori e che toccasse il cuore e la mente della gente della strada. Fu così che decisi di riscriverlo di nuovo così com’è. E’ad un tempo un saggio, un thriller teologico, un romanzo giallo, condotto dialogicamente secondo i modi cari a Platone. E può essere letto a vari livelli, a seconda dei gusti, degli interessi e della tempra intellettuale e spirituale del lettore.

   Sto constatando di aver visto giusto. Il semplice lettore trova il libro avvincente e godibile sia pure chiedendosi quanto di vero e pazzesco c’è dentro. Ma il libro attira enormemente anche i cristologi, i teologi, e gli studiosi della materia, e questo mi ha non poco sorpreso. La lettura dell’“Antivangelo.” li ha certamente spiazzati e, pur non condividendo talvolta tutti i punti, hanno voluto conoscermi per saperne di più sulle mie tesi, confessandomi la difficoltà a confutarle. Costoro mi hanno sorpreso perché, strano a dirsi, erano quelli che meno avevano bisogno di note bibliografiche, di fonti e chiarimenti.

   E’ accaduto che gli esperti della materia, proprio perché hanno letto tutto quel che c’è da leggere su Gesù, coglievano di getto, dietro i dialoghi, le fonti della mia ricerca e tutto il mio percorso intellettuale.

   Al di sopra delle fonti i miei dialoghi fanno appello all’intelligenza, al comune senso della realtà, alla logica delle cose e degli accadimenti. I lettori meno preparati sentono pertanto che è veritiero quello che ho scritto, che i fatti intorno a Gesù si sono incatenati da soli, per forza propria e che non potevano essere che questi.

   Potrei fare un elenco lunghissimo di testi dai quali ho preso magari una sola scintilla. La fonte principale, ovviamente, sono i vangeli canonici, poi via via gli apocrifi, Giuseppe Flavio, Filone di Alessandria, i testi rabbinici, gli scrittori cattolici e infine i vecchi e i nuovi revisionisti: Renan, Loisy, Deschner, Donini, Rossi, per fare qualche nome solamente. Da ognuno ho raccolto magari un solo piccolo tassello che unito a tanti altri mi ha permesso di comporre un tutto organico, un mosaico in cui tutto si tiene.